Escursionismo in Ticino • Sentieri Svizzeri Home

145 sono state trovate delle voci
Alla scoperta della romantica valle di Campo Nr. 2320
Campo (VMaggia), Paese — Linescio, Paese • TI

Alla scoperta della romantica valle di Campo

Questa splendida escursione attraverso la tranquilla valle di Campo è accompagnata costantemente dal gorgoglio del fiume Rovana di Campo e parte a Campo, in Vallemaggia, nota per i suoi tipici rustici. Nel primo tratto si alternano stradine e sentieri forestali. Giunti al villaggio di Piano di Campo, l’itinerario prosegue a destra scendendo lungo alcuni gradini verso Alpe d’Arnàu. Il rimbombo di una cascata diventa sempre più forte e all’improvviso ce la si trova davanti. Uno spettacolo impressionante! Il sentiero continua attraverso borghi storici, boschi di latifoglie e ombrosi castagneti. Di tanto in tanto si scorgono le profonde e quasi spaventose gole della vallata. A Niva si torna su un tratto asfaltato attraversando un antico ponte in pietra. Dopo poco più di un chilometro, il sentiero prosegue per un ponticello per poi svoltare a sinistra nel bosco. Costeggiando ameni paesaggi terrazzati, dopo una ripida salita si raggiunge Collinasca. Dopo essersi brevemente rinfrescati alla fontana del paese si prosegue per prati e boschi verso valle. Lungo numerosi muri a secco e vecchi giardini, dopo una ripida discesa, si arriva alla meta: il villaggio di Linescio, noto per i suoi terrazzamenti con oltre 25 km di muri a secco.
Attraverso i villaggi e i boschi di castagni del Ticino Nr. 2331
Cademario, Kurhaus — Vezio, Paese • TI

Attraverso i villaggi e i boschi di castagni del Ticino

Questa escursione è dedicata in gran parte al castagno. Inizia nella selva castanile di Cademario, attraversa il castagneto di Induno con i suoi alberi imponenti e infine le selve di Mugena e Vezio. L’escursione parte dal Kurhaus Cademario. Si segue il cartello «Alpe Agra 30 min» tornando in direzione di Lugano. Dopo pochi metri, sulla destra inizia la salita. Lungo un ampio anello si costeggiano le Selve di Cademario con i castagni ancora spogli in primavera, prima di addentrarsi in un bosco misto dal colore verde chiaro. Il bivio che porta verso i due punti più alti della catena collinare può passare facilmente inosservato. Si imbocca il sentiero sulla sinistra che sale lungo una scalinata. La salita viene ripagata dalla vista sul Lago di Lugano e sulle cime, dal Monte Lema al Gradicciòli. Sull’Alpe Agra, due stagni per la protezione degli anfibi sono immersi in un lussureggiante prato verde. Ora inizia la discesa, in parte su pavimentazione dura, in direzione di Arosio. Prima di arrivare al paese, il Grotto Sgambada invita a una sosta con i deliziosi profumi provenienti dalla cucina. Da qui si segue il Sentiero tematico del castagno. Superato il castagneto di Induno con i suoi magnifici castagni secolari, l’escursione prosegue su pavimentazione dura attraverso i villaggi di Arosio e Mugena, entrambi caratterizzati da chiese di notevole interesse. L’ultima tratta attraversa le selve di Mugena e Vezio, tra boschi ombrosi dal fogliame primaverile di un verde tenue. I ruscelli che in questa stagione trasportano a valle le acque di disgelo dalle cime del Graducciòli e del Monte Magno danno vita a uno spettacolo romantico e selvaggio. La Grà di Vezio, una delle ultime tre casette per l’essiccazione delle castagne ancora attive, si trova lungo il sentiero e non passa inosservata grazie al pannello informativo. L’escursione si conclude nel villaggio di Vezio, che sembra abbandonato.
Selve castanili e una cresta nel Malcantone Nr. 2330
Arosio, Paese — Astano, Paese • TI

Selve castanili e una cresta nel Malcantone

Arosio è nota come la «capitale ticinese della castagna». È in questo piccolo villaggio in posizione panoramica che è iniziata la rinascita della cultura tradizionale ticinese a metà degli anni '90: oggi le selve vengono nuovamente curate e coltivate. Per secoli, il cosiddetto «pane dei poveri» è stato la fonte di sostentamento di molte famiglie contadine: i frutti per nutrirsi, la legna per costruire, le foglie come lettiera per il bestiame. Con l’industrializzazione e l’esodo rurale le selve, un tempo curate con attenzione, sono state abbandonate. Ad Arosio inizia la salita per l’escursione in cresta di due giorni. Il sentiero, inizialmente asfaltato, sale dapprima dolcemente e all’ombra fino a La Bassa. Qui il bosco lascia il posto a una vegetazione piuttosto arbustiva, il che trasforma la salita sempre più ripida al Gradicciòli in un’esperienza che offre panorami stupendi, ma che può anche rivelarsi impegnativa. Dalla vetta del Gradicciòli segnalata da un’imponente croce, la vista a 360° è mozzafiato: lo sguardo spazia oltre la città di Lugano verso il Mendrisiotto e l’area metropolitana di Milano, fino alle alte Alpi vallesane. Dal Gradicciòli si imbocca il sentiero della famosa escursione tra il Monte Tamaro e il Monte Lema. Il sentiero in cresta è largo e facile da percorrere e si hanno sempre davanti agli occhi i due grandi laghi ticinesi: il Lago Maggiore da un lato e il Lago di Lugano dall’altro. Sul Monte Lema si può pernottare presso una semplice struttura ricettiva oppure scendere in funivia a Miglieglia per la notte. Il secondo giorno di escursione, una discesa piacevole e meditativa si snoda praticamente sul confine tra Svizzera e Italia. Lungo una comoda ex mulattiera, si lascia la cresta soleggiata per addentrarsi prima nei boschi di betulle e poi di faggi e raggiungere quindi il villaggio di confine di Astano.
Dalla collina soleggiata al vino Nr. 2332
Cademario, Lisone — Castelrotto, Ospedale • TI

Dalla collina soleggiata al vino

Cademario è un luogo speciale. Dopo aver percorso una tortuosa strada di montagna, qui si apre uno splendido e vasto panorama. Claudio Andretta, autore del bestseller «Luoghi energetici in Ticino» scrive: «Sulle colline e nei boschi intorno al Kurhaus, ho scoperto diversi luoghi energetici in grado di donarci vitalità e ricaricarci.» Una di queste colline è coronata da una cappella. Ci si arriva partendo dalla fermata dell’autopostale «Cademario, Lisone» in direzione sud. Proprio accanto al parcheggio ci si addentra nel bosco e, passando sotto imponenti castagni, si sale sulla collina di San Bernardo. La vista è magnifica non solo su Cademario e sul Pizzo di Claro, ma anche nella direzione opposta, oltre le case di Novaggio, fino al bastione di ghiaccio del Monte Rosa. La discesa porta alla radura sopra Iseo dove, alla biforcazione vicino al Ristoro ai Gelsi, vale la pena fare una deviazione a sinistra verso la chiesa di Santa Maria, da cui si gode una vista mozzafiato sul Lago di Lugano. Nei pressi del piccolo villaggio di Iseo, si prosegue verso nord-ovest superando dei rustici, per scendere nella tranquilla Val di Pre Murasca e risalire poi verso Aranno. Un’antica mulattiera scende verso ovest fino alla Magliasina, dove delle pozze naturali dalle acque cristalline invitano a rinfrescarsi. Sull’altra sponda, si prosegue di nuovo in salita. Giunti alla biforcazione, si svolta a sinistra aggirando una collina per raggiungere Curio e il suo interessante Museo del Malcantone, dove si impara molto sulle usanze e sull’emigrazione. Da Curio, il sentiero escursionistico attraversa una conca erbosa per arrivare a Feredino e poi a Biogno. In piazza, l’itinerario svolta a sinistra su un sentiero tra i prati. Poco prima di immettersi sulla strada, a sinistra un cancello permette di accedere alla tenuta vinicola Vallombrosa che ospita una mostra d’arte all’aperto. Una volta superato l’agriturismo e attraversato la strada, si arriva subito a Castelrotto.
Un bosco rigoglioso e una cascata nel Malcantone Nr. 2329
Miglieglia, Paese • TI

Un bosco rigoglioso e una cascata nel Malcantone

Questa escursione attraverso il Malcantone offre tanta natura e una piccola lezione di storia. I villaggi di Breno e Miglieglia si sono contesi per secoli la proprietà del territorio di Tortoglio. Fortunatamente, la disputa è stata risolta all’inizio del XX secolo. Ma le due statue sulle fontane dei villaggi la richiamano ancora alla mente: l’Asino di Breno e il Mulo di Miglieglia. Tutt’oggi le persone si punzecchiano a vicenda con questi soprannomi: gli abitanti di Breno vengono chiamati «asini», quelli di Miglieglia «muli». L’escursione inizia a Miglieglia. Si cammina verso sud in direzione di Novaggio, per poi scendere lungo il sentiero di montagna fino alla Magliasina. Un fitto bosco, ricco di felci e muschio, offre una vegetazione lussureggiante. Si prosegue tra le salite e le discese del paesaggio collinare prima di raggiungere Maglio, costeggiando di nuovo il torrente, attraverso un bosco golenale di ontani bianchi. Qui, una pittoresca cascata con vasche d’acqua profonde invita a rinfrescarsi. Accanto si trova il maglio restaurato, costruito nel 1860 e azionato da una ruota idraulica, visitabile da aprile a ottobre. Accanto alla struttura c’è un piccolo chiosco. Lungo le sponde della Magliasina si prosegue fino a Rencé, dove inizia la salita verso Breno. Vale la pena gironzolare ancora un po’ tra i vicoli stretti lastricati in pietra naturale. La Fontana dell’Asino si trova proprio lungo il sentiero escursionistico che poi conduce nei castagneti. Nei pressi di Tortoglio sorge una piccola cappella con una lapide commemorativa a ricordo della riconciliazione tra i due villaggi avvenuta nel 1907. L’ultimo tratto del sentiero si snoda attraverso il bosco prima di salire sulla collina dove sorge la chiesa e attraversare il grazioso villaggio, per arrivare alla fermata dell’autobus «Miglieglia, Paese» presso la fontana il cui mulo in bronzo scalcia con le zampe posteriori verso Breno.
Sulla Strada Romana al Monte Ceneri Nr. 2302
Rivera-Bironico — Contone, Posta • TI

Sulla Strada Romana al Monte Ceneri

Il Monte Ceneri è la via più rapida da nord a sud. Più passo che montagna, era già utilizzato dai Romani e, fino a poco tempo fa, rappresentava un punto nevralgico nella rete dei trasporti svizzera. Con l’autostrada e la galleria di base, tuttavia, nei villaggi del Ceneri è tornata la calma. Una calma che appare quasi desolata. Si lascia presto Rivera in direzione della frazione di Soresina. Qui si incontra la mulattiera, un bel sentiero per muli che attraversa il bosco. Querce, faggi e castagni dominano la vegetazione. Di tanto in tanto si incontrano alberi pionieri come le betulle, che crescono in gruppo: segno che il bosco è giovane. Dalla radura di In Túmba si possono scorgere le imponenti costruzioni militari sul Monte Ceneri. L’escursione segue, sulla sommità del passo, l’indicazione per la Strada Romana, per poi incontrare, poco più avanti, l’antica via carica di storia. È impressionante da vedere, ma non sempre facile da percorrere. Pannelli informativi lungo il cammino illustrano la storia e i complessi lavori di restauro. Al tornante che conduce nella Via San Giorgio, l’escursione abbandona la strada storica e segue, sulla destra, il sentiero forestale in direzione di Contone, uno dei paesi ai margini della pianura di Magadino.
Sulle tracce dei frati neri nella Valle Verzasca Nr. 2282
Sonogno — Lavertezzo • TI

Sulle tracce dei frati neri nella Valle Verzasca

Il libro «Die schwarzen Brüder» (I fratelli neri) di Lisa Tetzner racconta la storia di Giorgio di Sonogno nella Valle Verzasca e si basa su fatti realmente accaduti. Fino alla metà del XIX secolo, i ragazzi delle valli ticinesi venivano venduti a Milano per motivi economici, per lavorare come spazzacamini: è quello che succede anche a Giorgio. Ma il ragazzo riesce a fuggire da quella situazione di sfruttamento e, anni dopo, torna in Ticino come insegnante. L'escursione da Sonogno lungo la Verzasca segue i percorsi fatidici dei ragazzini spazzacamini verso Milano. Gli imponenti massi levigati dall'acqua sulla riva e nel letto del torrente si trovano ancora negli stessi punti di allora. Alcuni tratti rocciosi coperti di foglie richiedono passo sicuro e attenzione. A Lavertezzo, meta dell'escursione, il sentiero attraversa il famoso ponte ad arco in pietra. I suoi muri laterali sono insolitamente bassi. Sono stati costruiti appositamente all'altezza delle ginocchia, in modo che gli zaini degli asini avessero spazio sufficiente. L'acqua cristallina sotto il ponte e le spettacolari formazioni rocciose sono soggetti fotografici molto apprezzati.
Alpeggi in fiore e torbiere alte sul Lucomagno Nr. 2270
Acquacalda • TI

Alpeggi in fiore e torbiere alte sul Lucomagno

Chi ama abbinare l’escursionismo a un campeggio a contatto con la natura troverà in questo angolo tranquillo, tra il Passo del Lucomagno e la Valle di Blenio, il luogo ideale. L’escursione circolare parte direttamente dal cartello escursionistico sulla strada principale, davanti al Centro Pro Natura Lucomagno ad Acquacalda che dispone anche di un campeggio. Seguendo il sentiero naturalistico n. 5, si procede dapprima in direzione di Croce Portera. Nella prima mezz’ora la salita è costante. Non è raro che una farfalla svolazzi leggera accanto. Ben presto si viene conquistati dalla bellezza di questa zona. Arrivati in cima alla Croce Portera, c’è una panchina di legno che non a caso è stata collocata lì: il panorama e l’ampiezza del paesaggio che si apre davanti agli occhi regalano una gioia che si ha voglia di assaporare a lungo. Per fortuna, questa sensazione accompagna anche lungo il sentiero verso Dötra che scende dolcemente attraversando gli alpeggi in fiore e i prati verdi dell’altopiano. Alla Capanna Dötra ci si può rifocillare con prodotti locali. Dopodiché si ridiscende attraverso una gola ombreggiata fino a Campra. Il paesaggio delle torbiere alte è l’habitat di specie particolari, come la rosolida, una pianta carnivora, o la rara libellula Smeralda artica. L’ultimo tratto del percorso risale ripidamente una gola in direzione di Pian Segno, per poi ricondurre al campeggio, dove nel pomeriggio gli ospiti si concedono un momento di ristoro sulla terrazza del ristorante, ad esempio con un gelato artigianale della Valle di Blenio.
Tesori naturali nascosti in Val Piora Nr. 2261
Piora • TI

Tesori naturali nascosti in Val Piora

La varietà di meraviglie naturali della Val Piora è leggendaria. Grazie alla particolare geologia, si è creata una ricchezza di paesaggi e habitat. Oltre ai sedimenti della cosiddetta sinclinale di Piora, qui si incontrano la roccia cristallina del massiccio del Gottardo e lo gneiss e l'ardesia della catena del Lucomagno. Una vena di dolomia attraversa la sinclinale di Piora. Nella roccia friabile si sono formate affascinanti formazioni carsiche come doline, grotte, inghiottitoi e gole fossili, particolarmente visibili intorno al Lago Cadagno. In contrasto con le forme frastagliate sono le gobbe e le cavità arrotondate formate dai ghiacciai nella solida roccia cristallina, in cui si annidano incantevoli laghi. A volte si ricorda il paesaggio di un fiordo. Soprattutto quando si arriva al Lago Ritóm, dopo aver preso una delle funicolari più ripide del mondo. Un percorso naturalistico biologico di circa dieci chilometri si snoda lungo la sponda meridionale del Lago Ritóm fino al Centro di Biologia Alpina presso il caseificio Alpe di Piora, dove si fonde senza soluzione di continuità con il percorso naturalistico sulla microbiologia intorno al Lago Cadagno. Da Cadagno di Fuori si torna al centro, seguendo la strada che passa per la Capanna Cadagno in direzione del Passo del Sole. Al punto 1981 si gira a destra e si prosegue in direzione del Passo Forca. Il sentiero in quota offre sempre una bella vista sul lago. La pavimentazione della vecchia mulattiera è ancora parzialmente conservata. È molto bello a Pinett, dove si lascia l'alta via a destra per scendere al Rifugio Lago Ritom. Si ritorna quindi alla funicolare sulla strada di montagna in circa 25 minuti.
Sulle tracce dei fossili Nr. 2256
Meride, Paese — Serpiano (funivia) • TI

Sulle tracce dei fossili

Alla scoperta del Monte San Giorgio, Patrimonio mondiale UNESCO, attraverso un itinerario che collega i siti culturali di Meride, Tremona e Arzo. Questo percorso unico permette di esplorare località di scavo paleontologico, l’antico splendore di Meride, le Cave di Arzo, antichi insediamenti e panorami mozzafiato, immergendosi nella natura e nella storia di questa affascinante regione. Il percorso inizia a Meride, punto di partenza ideale per esplorare il Monte San Giorgio, per proseguire attraversando il Parco archeologico di Tremona e le Cave di Arzo corredate di pannelli didattici. L’itinerario continua toccando punti di grande rilevanza storica e scientifica, come la terrazza panoramica della Val Mara, lo stabilimento di Camino Spinirolo, lo scavo di Acqua del Ghiffo e l’Aula di Carpanee, per poi terminare alla Miniera Tre Fontane. Lungo il cammino, i punti informativi e i portali interattivi, accessibili tramite l’app MSG Triassic Park, propongono esperienze immersive in realtà aumentata e video a 360°, offrendo ai visitatori la possibilità di fare un balzo indietro nel tempo e immergersi nel mare preistorico, scoprendo i segreti custoditi da questo straordinario territorio.
Sentiero del Monte San Giorgio Nr. 2255
Tremona — Meride, Paese • TI

Sentiero del Monte San Giorgio

Il Monte San Giorgio, Patrimonio mondiale dell’UNESCO, è un gioiello naturale e storico conosciuto in tutto il mondo per i suoi reperti fossili risalenti al Triassico Medio. Il percorso inizia al Parco archeologico di Tremona, dove è possibile visitare un antico villaggio medievale indossando occhiali 3D per immergersi nel passato. Proseguendo, si raggiunge Meride e il Museo dei fossili progettato da Mario Botta. In questi spazi è possibile ammirare reperti marini eccezionalmente conservati, che hanno reso questa zona celebre a livello mondiale e le hanno valso l’inserimento nel Patrimonio dell’umanità. Da Meride, seguendo un’ampia mulattiera all’ombra di un fitto bosco, si raggiunge poi, su terreno pianeggiante località Cassina. Il percorso prosegue in salita verso Forello. Qui, deviando leggermente, è possibile raggiungere la vetta del Monte San Giorgio (1097 m). L’ultimo tratto è piuttosto ripido, ma ne vale la pena: si gode di una fantastica vista. Ritornando verso il punto di partenza, il sentiero attraversa nuovamente boschi e prati, passando accanto alla chiesa di San Cristoforo, per quindi terminare nel luogo a Meride.
Sentiero del Monte Generoso Nr. 2254
Bellavista • TI

Sentiero del Monte Generoso

Un percorso che intreccia natura e storia in uno degli scenari più spettacolari del Canton Ticino. Dalla stazione intermedia di Bellavista, raggiungibile con il treno a cremagliera, il sentiero attraversa alpeggi pittoreschi e luoghi ricchi di tradizione, come le affascinanti nevère, antichi frigoriferi naturali utilizzati per la conservazione del latte. Seguendo il sentiero ad anello, ci si immerge in un paesaggio montano che culmina sulla vetta del Monte Generoso (1704 m), dove un panorama straordinario abbraccia la regione dei laghi e le Alpi, spingendosi dal Gran Paradiso al Monte Rosa, dal Cervino alla Jungfrau, fino al massiccio del Gottardo. Poco più in basso si staglia l’imponente Fiore di pietra, l’iconica creazione dell’architetto Mario Botta, che accoglie i visitatori con un ristorante e una sala espositiva. Un itinerario imperdibile per chi cerca il connubio perfetto tra natura incontaminata e tradizioni locali. La giornata può concludersi con un piacevole rientro a bordo dello storico treno a cremagliera, attivo dal 1890, che collega Capolago, sulle rive del lago di Lugano, alla vetta attraverso la pittoresca cornice montana del parco naturale del Monte Generoso.
Sentiero del Monte Bisbino Nr. 2253
Sagno, Paese • TI

Sentiero del Monte Bisbino

Il Monte Bisbino ha svolto un ruolo strategico durante la Prima guerra mondiale, quando furono costruite strade e imponenti fortificazioni, parte della Linea Cadorna, che ancora oggi testimoniano un passato ricco di storia. Seguendo la segnaletica dal nucleo di Sagno (693 m), si imbocca una suggestiva mulattiera che si arrampica tra castagni secolari, fino a raggiungere il cippo di confine in zona I Crusétt, dove sorge anche una storica garitta in legno. Da questo punto, il sentiero si trasforma in un dolce percorso attraverso un bosco di betulle e roverelle. Man mano che si sale, la vegetazione lascia spazio ai pascoli e il panorama si apre regalando una vista straordinaria sulle Alpi, la Valle di Muggio e il Monte Generoso. Da La Sèla, una salita di circa venti minuti porta alla vetta del Monte Bisbino (1325 m), in territorio italiano. La cima ospita il Santuario della Beata Vergine, un ristorante e una stazione meteorologica. In giornate limpide, il panorama è davvero spettacolare! Per il ritorno, il percorso riprende fino a La Sèla. Da qui, seguendo la strada forestale sulla destra della dorsale, si scende verso l’oratorio di San Martino e, in pochi minuti, si torna a Sagno.
Escursione nel Parco del Laveggio Nr. 2252
Stabio, Dazio Vecchio — Capolago, Posta • TI

Escursione nel Parco del Laveggio

Il Parco del Laveggio si snoda da Stabio a Riva San Vitale, seguendo il corso dell’omonimo fiume. In un territorio fortemente urbanizzato, questo percorso pedonale collega le ultime aree naturali rimaste, offrendo un’oasi di tranquillità che si estende dalle sorgenti del fiume a Stabio fino alla sua foce sul lago di Lugano, a Riva San Vitale. Facilmente accessibile con i mezzi pubblici, il parco rappresenta un luogo ideale per passeggiare, correre o semplicemente rilassarsi. Lungo il percorso, si attraversano zone di grande pregio naturalistico e si scoprono numerosi punti di interesse culturale. Per approfondire la conoscenza di questo parco sono stati preparati contenuti didattici accessibili tramite codici QR che raccontano interessanti dettagli sulla storia, la cultura e l’ecosistema locale. Percorrendo l’itinerario ufficiale dalla Chiesa di Santa Margherita a Stabio, si prosegue lungo un tracciato sterrato e pianeggiante che attraversa campi e boschi, passando per Ligornetto e Genestrerio. Proseguendo verso Rancate e Mendrisio, il paesaggio si fa più urbano, con il Laveggio che scorre tra fabbriche e infrastrutture viarie. La passeggiata termina alla foce del fiume a Riva San Vitale.
Paesaggi autentici della Valle di Muggio Nr. 2251
Scudellate, Paese — Castel S.Pietro, Obino • TI

Paesaggi autentici della Valle di Muggio

Un percorso che attraversa sentieri di montagna e strade panoramiche, che offre l’opportunità di esplorare i paesaggi autentici della Valle di Muggio e vivere un’esperienza immersa nella natura. L’itinerario inizia dal pittoresco villaggio di Scudellate, nell’Alta Valle di Muggio. Da qui si percorre una strada di montagna asfaltata, poco trafficata e panoramica, che sale dolcemente fino alla frazione di Roncapiano. All’Oratorio della Beata Giovanna Falconieri, il sentiero prosegue attraversando una piccola selva castanile, per poi arrivare in località Muggiasca. Da qui, il percorso scende attraverso un sentiero boschivo verso l’Alpe di Germania, un alpeggio oggi disabitato. Superati i prati di Pianspessa, con il loro caratteristico roccolo, il cammino diventa ancora più suggestivo. Una strada forestale porta, in circa 45 minuti, all’Alpe di Caviano (Albergo Diffuso Monte Generoso), un rifugio accogliente circondato da prati verdi con una magnifica vista sulle montagne circostanti (957 m). L’ultimo tratto verso Obino segue una storica mulattiera, che ricorda i tempi in cui queste antiche vie erano percorse dai pastori e dagli abitanti della zona.
Lungo il confine sud del Ticino Nr. 2250
Stabio, Madonnina — Chiasso • TI

Lungo il confine sud del Ticino

Questo itinerario, prevalentemente pianeggiante e adatto a tutta la famiglia, segue il confine meridionale del Mendrisiotto, tra boschi, campagne e vigneti. Perfetto per chi cerca una passeggiata lontano dal traffico. Il percorso inizia a Stabio, nei pressi di Gaggiolo, e prosegue lungo la linea ferroviaria. Poco dopo, le indicazioni del sentiero ufficiale conducono al fiume Gaggiolo, costeggiandolo fino alla Chiesa di Santa Margherita, lungo una piacevole strada di campagna, entrando così nell’area del Parco del Laveggio. Proseguendo, il tracciato conduce a un’aula didattica all’aperto, per poi aprirsi su vigneti storici in zona di Prella. Attraverso dolci paesaggi di boschi e campagne, il percorso risale verso Brusata di Novazzano, circondato da vigneti, prati e campi fino al Monte Morello. Da questo promontorio gli scorci sulla campagna circostante sono splendidi. Proseguendo si scende fino nel centro del nucleo di Novazzano. L’ultimo tratto del percorso costeggia il Parco del Penz fino a raggiungere la stazione di Chiasso.
Le valli del Monte Generoso Nr. 2249
Salorino, Municipio — Somazzo, Paese • TI

Le valli del Monte Generoso

Questo itinerario di media difficoltà propone la scoperta delle vallate del Monte Generoso attraverso storiche mulattiere, alcune delle quali iscritte all’inventario delle vie di comunicazione storiche della Svizzera (IVS). Questo percorso attraversa imponenti boschi di faggi, antichi nuclei e offre panorami unici. Il percorso parte da Salorino, da dove si prosegue su strada asfaltata fino alla periferia del paese, per poi proseguire su terreno sterrato e pianeggiante e attraversare un suggestivo bosco fino a Campora. Poco dopo, la salita comincia su una vecchia mulattiera che si snoda tra i tornanti di un bosco di faggi, fino a raggiungere il piccolo nucleo di Cragno. Proseguendo, il percorso regala scorci spettacolari sulla vetta del Monte Generoso. L’Oratorio della Cascina d’Armirone (1100 m) offre un luogo di sosta ideale per ammirare il panorama. Dall’Osteria con alloggio la Peonia, il percorso scende lungo una vecchia mulattiera in direzione della stazione intermedia della Ferrovia Monte Generoso a San Nicolao. Dopo un breve tratto di strada forestale, si raggiunge l’Eremo di San Nicolao, un luogo di preghiera e ritiro spirituale, prima di proseguire la discesa verso Somazzo.
Itinerario dei parchi del Mendrisiotto Nr. 2248
Chiasso — Balerna, Piazza • TI

Itinerario dei parchi del Mendrisiotto

Un viaggio alla scoperta dei parchi naturali del Mendrisiotto e Basso Ceresio, per immergersi nella natura incontaminata. Questo percorso inizia nei pressi della stazione ferroviaria di Chiasso, dove la segnaletica ufficiale guida lungo paesaggi affascinanti e ricchi di storia. Attraverso boschi rigogliosi, colline di vigneti e punti panoramici mozzafiato, come dalla Terrazza Belvedere, si raggiunge il punto più a sud della Svizzera nel Parco del Penz. Lungo il cammino, è consigliato fermarsi per un pic-nic alla Sosta dal Fungiatt ed esplorare il Mulino del Daniello, un gioiello nascosto nel Parco della Valle della Motta. La seconda parte del percorso conduce da Mendrisio al Colle degli Ulivi e al nucleo storico di Corteglia, per poi entrare nel suggestivo Parco delle Gole della Breggia. Qui, le meraviglie geologiche e paleontologiche accompagnano i visitatori fino all’ex cementificio Saceba, con una tappa imperdibile al Mulino del Ghitello. Il cammino si conclude seguendo il sentiero verso Balerna, arricchito da paesaggi che raccontano la storia di questa straordinaria regione.
Giro della Valle di Muggio Nr. 2247
Bruzella, Paese • TI

Giro della Valle di Muggio

Camminando tra selve castanili, graa, mulini ad acqua e roccoli, alla scoperta della Valle di Muggio, la vallata più a sud della Svizzera, il percorso illustra il paesaggio, la realtà e le tradizioni tutt’oggi intatte della regione: un autentico museo all’aria aperta. A soli 15 minuti da Mendrisio, l’incantevole paesino di Bruzella (593 m) è il punto di partenza e di arrivo del percorso. Dal centro del borgo, una vecchia mulattiera conduce al fondovalle scolpito dal fiume Breggia, dove si trova il Mulino di Bruzella, un’antica macina restaurata e ancora funzionante. Risalendo verso Cabbio, si raggiunge il Museo etnografico della Valle di Muggio (MEVM), custode delle tradizioni locali. Il sentiero prosegue fino al caratteristico villaggio di Muggio (661 m), per poi raggiungere la Chiesa di San Giovanni Battista da Tür, circondata da bellissimi terrazzamenti che offrono un’oasi di tranquillità nel verde. Continuando, si arriva al prato Turro dell’Alpe. Da qui il percorso attraversa boschi e il nucleo di Casima, per poi ridiscendere nel fondovalle e tornare a Bruzella.
Primavera sul Monte Generoso Nr. 2235
Bellavista — Bruzella • TI

Primavera sul Monte Generoso

Prima che gli alberi del Monte Generoso si rivestano di foglie, i boschi regalano uno spettacolo di colori nei toni del marrone e del grigio: tronco accanto a tronco, si estendono a centinaia, creando una prospettiva infinita. Le chiome sopra di essi si contorcono verso il cielo come fiamme formando, in cima, un labirinto di rametti. Eppure, i raggi del sole riescono a filtrare, illuminando direttamente il tappeto di foglie secche, il cui caldo marrone risplende in modo suggestivo. L'escursione inizia dalla stazione intermedia della ferrovia a cremagliera al Monte Generoso. Dopo un caffè di partenza al Buffet Bellavista, un sentiero nel bosco scende fino a una radura: chi desidera arrivare alla vigilia può pernottare qui, nella Tiny House Momò Bellavista, una piccola casa con finestre sul cielo stellato. Da qui, si prosegue a sinistra fino a raggiungere l’alpe Cascina d’Armirone. Un tempo qui si trovava un’attività alpestre con ristorante; oggi rimane solo l’Oratorio di Santa Maria Vergine Assunta, con la sua facciata decorata da un motivo a losanghe colorate. Attraverso un sentiero boschivo e una stradina, si passa per l’Alpe di Castello fino a raggiungere Muggiasca, dove un sentiero nel bosco scende ripido nella Valle dei Pascoli. Camminando tra gli alberi e accanto a ruderi di vecchie case, ci si imbatte in una nevèra, una costruzione circolare in pietra, interrata per due terzi. In primavera i contadini riempivano queste strutture con neve, così da poter conservare latte e formaggi al fresco per tutta l’estate. Dall’Alpe di Germania, il percorso prosegue con una discesa ripida verso Turro, dove la primavera ha già preso possesso del paesaggio: tutto diventa sempre più verde. Poco dopo, sulla sponda opposta della valle, si intravede Cabbio e si arriva al grazioso villaggio di Casima. Da qui si scende fino in fondo alla valle e si attraversa il torrente Breggia, prima di risalire verso Bruzella. Chi ha ancora energia, può fare una breve deviazione lungo un’antica mulattiera verso il Mulino di Bruzella. Il vecchio mulino, ancora funzionante, è aperto da aprile a ottobre.
Sulle tracce della storia attraverso la Mesolcina Nr. 2234
Roveredo GR, Centro — Grono, Paese • GR

Sulle tracce della storia attraverso la Mesolcina

Dalla fermata dell’autopostale Roveredo Centro, si svolta a destra nella direzione di marcia dopo il sottopassaggio e ci si ritrova in una verde radura, dove un tempo l’autostrada attraversava il paese. A destra dell’Hotel Stazione, la stradina Scalinàda di Scòl si arrampica sul pendio e, passando accanto alla scuola, offre delle splendide vedute sulla frazione San Fedee, dove l’Hotel Santana si è scelto una posizione incantevole. Proprio di fronte, si trova un’idilliaca selva castanile con panchine, un sentiero per passeggiare e il Grotto Zendralli. Poco più in alto sulla sinistra, la Gardelina porta in pochi passi alla chiesa di Sant’Anna – un luogo perfetto da fotografare all’imbocco della Val Traversagna, grazie ai due ponti in pietra ad arco e all’antica casa dei pellegrini. Proseguendo oltre la chiesa, alla successiva biforcazione si tiene la destra, seguendo i cartelli per Torre Boggiano. Da qui, il percorso attraversa prima un’altra selva castanile per poi inerpicarsi, sempre più ripido, nel bosco. Gli abitanti dei Rustici superiori hanno asfaltato il sentiero, tanto che non è raro incontrare ciclisti lungo il tragitto. Al cartello indicante la Torre di Bogian, si svolta a sinistra nel sentiero che conduce a una grande radura con i resti della torre. Da qui si apre un panorama spettacolare su tutta la Mesolcina e sulla Riviera ticinese. Dopo un breve tratto, si torna indietro fino all’ultima biforcazione e si segue il sentiero panoramico che si addentra ancora un po’ nella valle, prima di scendere nuovamente sul percorso principale. Giunti al parcheggio sopra la chiesa, si imbocca il sentiero escursionistico a destra che passa accanto al romantico e selvaggio Grotto Gardelina, per poi arrivare in località Provée dove si incontra il fiume Moesa. Da qui, si cammina sempre lungo il corso del fiume in direzione nord-est. Presto si passa sotto l’autostrada, che però non compromette la bellezza del paesaggio fluviale. Il sentiero sale brevemente sul pendio fino a raggiungere alcune capanne nascoste, per poi ridiscendere verso il fiume. Superato il distributore di corrente, si prosegue lungo una stradina che attraversa ampi prati fino al ponte sulla Moesa e al villaggio di Grono.
Lungo sentieri deserti nella verde Valle di Vergeletto Nr. 2227
Gresso — Russo • TI

Lungo sentieri deserti nella verde Valle di Vergeletto

Già il viaggio in autopostale lungo la strada stretta e tortuosa nella verde Valle di Vergeletto è una prima chicca dell’escursione che inizia nel villaggio di Gresso a quasi 1000 m di altitudine. Chi ne ha voglia, segue dapprima i cartelli non ufficiali verso «Ponte» e sul Ponte Gresso Crosa può testare se soffre o meno di vertigini: condizione indispensabile per affrontare il tratto successivo dell’itinerario. Tornati a Gresso si seguono i cartelli per Vergeletto, dove si attraversa il fiume Ribo su un vecchio ponte ad arco in pietra. Il sentiero si snoda tranquillo lungo la sponda destra del fiume e ritorna sulla sponda sinistra più avanti superato il ponte sospeso La Culatina. Dopo una ripida salita si raggiunge l’Alpe Queillo, da dove si scorge ancora una volta Gresso, punto di partenza dell’escursione, che si trova a poche centinaia di metri di distanza in linea d’aria. Il sentiero verso Russo, meta della nostra escursione, si snoda da lì in gran parte sulla stessa altitudine. L’attraversamento di qualche fossato richiede tuttavia passo sicuro e assenza di vertigini. A Russo si può attendere, sorseggiando una bibita rinfrescante, l’autopostale che, dalla solitudine della Valle Onsernone, ci riporterà nella civiltà.
Grenzwandern in der Wildnis des Onsernonetals Nr. 2187
Spruga — Comologno, Paese • TI

Grenzwandern in der Wildnis des Onsernonetals

Im Herbst wirkt das bewaldete Onsernonetal wie ein wogendes Meer aus Naturfarben, aus dem die hoch am Hang klebenden Siedlungen wie Inseln herausragen. Spruga, das hinterste Dorf im Tal, ist ein idealer Ausgangspunkt, um sanft in die wilde Natur einzutauchen. Eine asphaltierte, aber für den motorisierten Verkehr gesperrte Forststrasse führt auf der linken Talseite sanft abwärts Richtung italienischer Grenze. Man kann den 40-minütigen Fussmarsch als Einstiegsmeditation für das sehen, was später kommt. Das erste Ziel sind die Bagni di Craveggia – das historische Freiluftthermalbad im unbewohnten Grenzgebiet zwischen der Schweiz und Italien. Die teilweise zerfallene Anlage ist so wiederhergestellt, dass man sich ein Bad im knapp 30 Grad warmen Wasser gönnen kann. Die Therme ist frei zugänglich und die Benutzung kostenlos. Nur das Wasser muss man selbst einlassen. Ausser der Wanne, einer kleinen Kapelle und einer Picknickstelle gibt es hier keine Infrastruktur. Mindestens so lohnenswert wie ein Bad im Heilwasser ist die schroffe Bergwildnis im hintersten, italienischen Teil des Tals. Wo genau die Grenze verläuft, kann man nur ahnen. Man überquert sie unbemerkt. Eine zerfallende Kaserne der Carabinieri am Weg macht klar: Es war nicht immer so friedlich wie heute. Dass hier einst Schmugglerrouten durchführten, versteht sich von selbst. Der Rückweg auf der rechten Seite des Isorno enthält dann alle Zutaten einer Tessiner Wanderung: Es ist schmal, steil, einsam und urwaldmässig abenteuerlich, aber nicht gefährlich. Wichtig ist, das Wetter im Blick zu behalten. Nach Niederschlägen können die Seitenbäche, die man überqueren muss, unpassierbar sein. Nach dem Übergang zurück auf die linke Seite des Isorno führt ein Bergweg vorbei an Ruinen früherer Siedlungen, zuerst sanft, dann steil hoch nach Comologno. Hier endet die Wanderung mit einer herrlichen Aussicht über das ganze Tal.
Tre castelli ticinesi e un villaggio fantasma Nr. 2144
Giubiasco — Bellinzona • TI

Tre castelli ticinesi e un villaggio fantasma

Nel centro di Bellinzona, tra negozi e bar, si nasconde un passaggio per fare un salto indietro nel tempo. Risalendo i vicoli del centro storico, con le scale o l’ascensore, si raggiunge la fortezza medievale che troneggia su un colle: Castelgrande. Dall’alto delle mura, la vista si apre su altri due simboli del capoluogo ticinese: i castelli di Montebello e di Sasso Corbaro. Dal 2020 i tre castelli, insieme alla murata e alle mura cittadine, fanno parte del Patrimonio mondiale dell’Unesco. Il sito storico è la meta dell’escursione di tre ore che parte da Giubiasco. Dalla stazione ferroviaria si attraversa Piazza Grande, per poi salire dolcemente in direzione Pianezzo. Un sentiero di ghiaia, costeggiato dal verde e fiori colorati, conduce a Scarpapè. Da una terrazza dell’omonima struttura di appartamenti vacanza, che una volta era un grotto, la vista spazia sul Piano di Magadino fino al Lago Maggiore. Il bosco prende poi il sopravvento e il sentiero porta alle rovine di Prada attraversando una piccola gola. Il villaggio fantasma medievale fu misteriosamente abbandonato nel XVII secolo. Fu a causa della peste o delle condizioni agricole sfavorevoli? Dal 2019, Prada è protetto quale bene culturale d’interesse cantonale. Sono stati avviati lavori archeologici per preservare le rovine e trovare altri indizi che svelino il mistero. A Prada, meritano senz’altro una visita gli affreschi della chiesa restaurata dedicata ai Santi Girolamo e Rocco. Si scende quindi dal pendio boscoso attraverso la gola del torrente Dragonato. Anziché prendere il sentiero diretto per Bellinzona, vale la pena fare una capatina al Castello di Sasso Corbaro. Da qui, un percorso per passeggiate segnalato conduce agli altri due castelli Unesco. Nel centro di Bellinzona, tra negozi e bar, si nasconde un passaggio per fare un salto indietro nel tempo. Risalendo i vicoli del centro storico, con le scale o l’ascensore, si raggiunge la fortezza medievale che troneggia su un colle: Castelgrande. Dall’alto delle mura, la vista si apre su altri due simboli del capoluogo ticinese: i castelli di Montebello e di Sasso Corbaro. Dal 2020 i tre castelli, insieme alla murata e alle mura cittadine, fanno parte del Patrimonio mondiale dell’Unesco. Il sito storico è la meta dell’escursione di tre ore che parte da Giubiasco. Dalla stazione ferroviaria si attraversa Piazza Grande, per poi salire dolcemente in direzione Pianezzo. Un sentiero di ghiaia, costeggiato dal verde e fiori colorati, conduce a Scarpapè. Da una terrazza dell’omonima struttura di appartamenti vacanza, che una volta era un grotto, la vista spazia sul Piano di Magadino fino al Lago Maggiore. Il bosco prende poi il sopravvento e il sentiero porta alle rovine di Prada attraversando una piccola gola. Il villaggio fantasma medievale fu misteriosamente abbandonato nel XVII secolo. Fu a causa della peste o delle condizioni agricole sfavorevoli? Dal 2019, Prada è protetto quale bene culturale d’interesse cantonale. Sono stati avviati lavori archeologici per preservare le rovine e trovare altri indizi che svelino il mistero. A Prada, meritano senz’altro una visita gli affreschi della chiesa restaurata dedicata ai Santi Girolamo e Rocco. Si scende quindi dal pendio boscoso attraverso la gola del torrente Dragonato. Anziché prendere il sentiero diretto per Bellinzona, vale la pena fare una capatina al Castello di Sasso Corbaro. Da qui, un percorso per passeggiate segnalato conduce agli altri due castelli Unesco.